TRA I DUE FIUMI...

Dall'Abbadia di Stura alla Parrocchia di S. Giacomo:

una vita attraverso i secoli.

BREVE STORIA della PARROCCHIA S. GIACOMO APOSTOLO - TORINO - BARCA

1)Dalle origini al secolo XVabbadia10A.jpg (15456 byte)

Dal "Dizionario Storico, geografico, statistico, commerciale degli Stati di S.M. il Re di Sardegna", di Goffredo Casalis volume XX pag.515 517, Torino, 1850 si desumono le seguenti notizie:

" Il luogo di questa badia trovasi nel territorio di Torino, a greco di questa città da cui è distante due miglia circa, veniva chiamata di Stura per la sua posizione a sinistra di questo fiume torrente, che poco lunge riscarica nel Po. Il primiero suo fondatore fu Pietro Podisio, illustre giureconsulto torinese, che addì 25 gennaio 1146, assegnò a Vitale, abate di Vallombrosa, una casa e dieci giornate di vigna, ed altre 60 di campi e di prati nell’agro torinese, perché vi fosse edificato un ospedale al doppio scopo di ricoverare i lebbrosi, e di soccorrere ai pellegrini, aiutandoli a traversare lo Stura sopra un navicello. Contribuirono poscia con elargizioni di molti poderi a quest’opera benefica i Vescovi di Torino, i marchesi di Monferrato ed i principi della Casa Savoia.

Allorchè quest’ospedale trovossi arricchito di vaste possessioni, allettò, dice il Durandi, una colonia di monaci Vallombrosani a venirvi ad occupare il nido dei pellegrini, che nei bassi tempi si chiamavano Romipetes, perché da oltramonti strascinavano a Roma la loro inquietudine e oziosità.

Primo Abate di S. Giacomo di Stura fu un certo Simeone, il quale nel 1168 acquistò dal Vescovo di Torino alcune Alpi nella Valle di Lanzo.

Egli viveva ancora nel 1193. Gli succedette nel governo Guido o Guidone, di cui si ha menzione fino all’anno 1227.Giacomo Vescovo di Torino terminava le liti che quest’Abate aveva con quello di S.Mauro; ai tempi suoi

Enrico signore di Baratonia, assegnò alla Abadia di S.Giacomo una casa ed una selva nel territorio di Usseglio.

I sucessivi abati furono: Egidio, Giacomo di Caselle, Raimondo, che accettò molti beni donati alla sua Abadia dai fratelli Martino e Tommaso di Mombello, Lorenzo, Lucio, Ugone, Ruffino Buttisello, Pietro Borghese, patrizio di Torino, Filippo dei signori di Settimo Torinese, Francesco, Eustachio di Romagnano, abate di S. Michele della chiusa, fu anche abate di S. Giacomo di Stura nel 1397, Tommaso Brancaccio, ultimo abate era nipote ex sore del Papa che lo creò cardinale del titolo dei SS. Giovanni e Paolo del 1411. Questa abbadia fu poi data in commenda ad Aimone Vescovo di Torino, e più tardi da Martino V nel 1420 venne incorporata alla torinese mensa vescovile.

Una tale incorporazione fu confermata dal sommo pontefice Pio II, il 17 febbraio 1458, con l’estensione della dignità abbaziale e colla unione di S. Maria di Stura, di S. Giacomo di Boissano, e di S. Solutore minore presso Torino".

storia_abbadia1.gif (5243 byte)2) Dal sec. XVI al 1938

Esistono vari documenti sia presso l’archivio della Curia Arcivescovile, sia presso l’Archivio parrocchiale, che interessano questo periodo storico. In particolare è da far risaltare l’esistenza presso l’Archivio parrocchiale dei registri degli atti di Battesimo, Cresima, Matrimonio e Morte, continui e ordinati, risalenti al 1600.

Da questi registri e da altri documenti si ricavano le indicazioni che permettono di avere una visione sufficiente della vivacità spirituale della Parrocchia.

La chiesa venne profondamente modificata in questo periodo a causa delle distruzioni, che arrecarono le guerre, e i danni provocati dal logorio del tempo.

Da una relazione mandata l’8 febbraio 1909 dal teologo Casale Carlo, vicario parrocchiale al sindaco di Torino si legge: " La chiesa è di data medievale, ma rovinata dalle invasione degli eserciti nemici negli assedi di Torino, dalle vetustà e da successive ampliazioni, non conserva della forma sua antica che l’esterno dell’abside, col relativo campanile assai ben conservato, nonostante l’incuria dei tempi."

Il territorio parrocchiale era molto vasto e comprendeva anche la Cappellania di Villaretto, di Bertolla e della Snia

 

3) Dal 1938 al 1940

Il 12 gennaio 1938 moriva il Teologo Domenico Virani, vicario di questa parrocchia da ben 47 anni. Le esigenze pastorali del tempo avevano maturato in questo degno sacerdote l’impegno di costruire una nuova chiesa parrocchiale "per provvedere alle urgenti necessità spirituali della sua popolazione" (dal bollettino parrocchiale di Abbadia di Stura, anno XXXIII, n.1 p.2). Il teologo Virani veniva a mancare proprio nel periodo in cui la costruzione della nuova Chiesa stava per essere completata nelle linee esssenziali, lasciando una dura eredità di preoccupazioni economiche per il successore.

Assume la direzione della Parrocchia, come economo parrocchiale, Don Giovanni Massimo, attendendo che il Cardinal Fossati nominasse il nuovo vicario, e svolse il suo servizio fino al gennaio 1940.

4) Dal 1940 al 1948

A Don Giovanni Massimo, successe nell’incarico il vicario economo Padre Francesco Burlando, dei Francescani Minori Conventuali. Nel frattempo il cardinal Fossati nominava parroco di San Giacomo il Padre Gaspare Fracassi che fece l’ingresso parrocchiale il 3 marzo 1940. La scelta del cardinal Fossati cadeva sui Francescani Conventuali, caldamente invitati a collaborare per risolvere la difficile situazione economica della Parrocchia.

storia_abbadia3.gif (4490 byte)5) Dal 1948 al 1970

Il Padre Gaspare Fracassi diresse la Parrocchia fino al 1948: in ricordo di quanto seppe fare, animato da profonda convinzione, è ancora vivo in molti fedeli. Nel 1945 veniva eretta la Parrrocchia di S. Michele Arcangelo (Snia) e così il territorio parrocchiale di S. Giacomo veniva ridotto della cappellania di Villaretto e della zona dove si estende il complesso della Snia.

Il 22 febbraio 1948 succedeva al Padre Fracassi nella carica di parroco il P. Lorenzo Bignami. Il 13 settembre 1954 il Genio Civile di Torino, in seguito a sopraluogo, accertò la pericolosità della Chiesa dell’Abbadia e ordinò la sospensione dei servizi religiosi. Il 7 novembre 1960 il Card. Fossati decretava:

"… 1° La chiesa di S. Giacomo Apostolo sede della Parrocchia omonima sita in Regione Abbadia di Stura è sconsacrata e quindi ridotta ad edificio profano. 2° Il titolo della Parrocchia insieme con gli oneri di culto, patrimonio, redditi ed altre pertinenze è trasferito alla Chiesa eretta sotto il titolo di Madonna di Pompei in regione Barca". Da allora la Chiesa dell’Abbadia pericolante e poco frequentata venne abbandonata.

Nel 1960 si manifestò la necessità di lasciare un’altra fetta del territorio parrocchiale, dato l’incremento della popolazione: la zona della Cappellania di Bertolla, che divenne Parrocchia in quell’anno.

Il 28 ottobre 1967 veniva benedetta l’attuale nuova Chiesa Parrocchiale, dedicata a S. Giacomo. Nella relazione sull’attività parrocchiale letta al Cardinal Michele Pellegrino in occasione della visita pastorale del 22 febbraio 1970 si leggeva: "…. Con l’aumentare della popolazione si faceva sempre più sentire la necessità di una nuova Chiesa che fosse capace di contenere i fedeli in maniera da non trovarsi schiacciati in Chiesa come acciughe ma con una certa comodità in un ambiente che fosse accogliente e riscaldato soprattutto per noi che viviamo immersi nella nebbia. Oltre la Chiesa si rendeva necessario procurare ai giovani un locale idoneo capace, che accogliesse anche i figli di quei genitori che non frequentano la chiesa, in modo da costituire come un’anticamera e mezzo di attrazione per poi varcare la soglia della Chiesa. E’ stato possibile realizzare la nuova Chiesa senza il contributo della Torino-Chiese ma con l’aiuto dell’ordine , con i sacrifici, rinunce dei Padri con la generosità della popolazione che pur essendo povera gente, ha risposto con dedizione ed entusiasmo."

Oltre la costruzione della nuova chiesa parrocchiale e dell’oratorio per i giovani , a Padre Bignami sono dovute inoltre altre iniziative: nel 1950 l’acquisto del terreno accanto alla Parrocchia destinato al divertimento dei ragazzi come campo sportivo; la sistemazione interna della casa parrocchiale; nel 1960 la costruzione del campanile, nel 1966 la ricerca di un nuovo campo sportivo: il campo dell’Ardor di regione Verna; inoltre l’interessamento per numerose opere sociali nella zona.

Il 24 agosto 1970 Padre Bignami presenta ai superiori le dimissioni da parroco. I superiori hanno provveduto alla nomina di Padre Giacomo Lanteri per dare alla Parrocchia un nuovo parroco preparato e pieno di iniziative.

6) Dal 1970 ai giorni nostristoria_abbadia2.gif (35077 byte)

Dal 1970 al 1997 la presenza dei religiosi francescani ha contribuito alla crescita della comunità parrocchiale affrontando la grande ondata dell’immigrazione. A Padre Giacomo Lanteri è seguito Padre Sergio Merlo che con l’aiuto dei confratelli e la collaborazione attiva dei parrocchiani ha rinnovato le strutture della Chiesa. La vecchia Chiesa, adibita per anni a magazzino, è stata restaurata e trasformata in salone parrocchiale "La Madonnina" il pianterreno ed in aule per il catechismo al primo piano.

Nel 1997 i Francescani Minori Conventuali, dopo 57 anni di ministero, hanno riconsegnato la cura della parrocchia alla Diocesi di Torino.

Il Cardinal Giovanni Saldarini ha nominato parroco Don Antonio Borio, trasferendolo dalla parrocchia di Salsasio in Carmagnola il 25 ottobre 1997, primo sacerdote del clero diocesano alla guida della Parrocchia di San Giacomo Apostolo nell’attuale sede di via Damiano Chiesa.

7) La parrocchia oggi

Tra i gruppi vecchi e nuovi ricordiamo: l’Ordine Francescano Secolare, il Gruppo vocale-strumentale 100…e…1, il Circolo Familiare San Francesco, il Gruppo Missionario Padre Armando Tonelli, il Gruppo Chierichetti e Ministranti, i gruppi Catechisti, Caritas, gli Animatori e i gruppi medie, superiori e giovani, la società sportiva Piergiorgio Frassati con due squadre di pallavolo femminile, il "Lab-Oratorio" con il doposcuola, e attività creative di oratorio.

I nuovi insediamenti abitativi di questi ultimi anni hanno portato la popolazione a raggiungere circa i 12.000 abitanti (4.300 famiglie) con tutti i problemi di evangelizzazione di una parrocchia di estrema periferia nord, lontana dal centro di Torino, alla confluenza dei due fiumi Po e Stura che ne segnarono l’origine e ne caratterizzarono la sua storia.

La storia di ogni giorno continua, sotto la guida dello Spirito Santo e del nuovo Arcivescovo: Mons. Severino Poletto come un continuo pellegrinaggio di un popolo sempre più numeroso...

Parrocchia di San Giacomo Apostolo

Via Damiano Chiesa, 53 Torino Tel. 011/273.05.37

E-MAIL: parr065@torino.chiesacattolica.it

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