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Numero 3 - Aprile 1998

 

Per chi suona la campana?

di don Claudio

Nei giorni scorsi la Comunità di S.Donato ha salutato uno dei suoi personaggi più cari: Nonno Giovanni è tornato alla Casa del Padre e subito si è sentito un vuoto e il bisogno di ricordare ciò che è stato per tutti. Tra i tanti compiti, ha avuto quello di campanaro per tanti anni. Rivedere il suo operato mi ha fatto riflettere sul perché di un gesto compiuto con così tanta fedeltà.

Che senso può avere correre, come fa ora il figlio Renzo tutti i giorni, a suonare la campana a mezzogiorno?

E’ il compito di ricordare a tutti che è giunto il momento di interrompere il lavoro per andare a mangiare dopo aver detto l’Angelus. Il suonare la pasa è il far sentire il paese unito a chi piange la scomparsa di un suo caro. Il suonare baudetta è partecipare a chi fa festa. Suonare nella disgrazia è l’accorrere per fronteggiare un pericolo imminente. Insomma quando il campanile suona è perché ha qualcosa da dire a tutti.

E’ per ricordare qualcosa di importante per tutti: non deve far parte dei suoni abituali come possono essere il cinguettare degli uccelli o lo scorrere di un ruscello a cui uno dopo un po’ fa l’abitudine. E’ la voce di qualcuno che ci chiama a partecipare: alla preghiera come ad un evento più o meno lieto della comunità.

Il campanile è una presenza che fa memoria di impegni importanti, di un dovere che tutti dobbiamo assolvere. Al suo suono non dobbiamo essere sordi, dobbiamo sentirci interpellati. Dobbiamo avere la grandezza d’animo di dire: "Scusa ma devo andare, devo partecipare, devo esserci anch’io con gli altri, con il paese".

La Pasqua è la campana per il cristiano. Deve esserci davanti al Cristo che offre il suo Corpo nelle ultima cena e diventa Eucarestia per noi; deve esserci davanti al Cristo che cade sotto il peso della croce nella via crucis; deve esserci nel momento in cui si celebra il Cristo che sconfigge la morte e risorge per darci speranza e vita nuova.

Il cristiano deve esserci! Nessun impegno è più importante del rivivere nelle nostre giornate la Settimana Santa. Certo c'è il lavoro, la famiglia, gli amici, tutto il resto: ma c'è anche la Pasqua: bisogna scegliere cosa è più importante. Il lavoro non dura tutta la giornata, la famiglia (quando vogliamo) non ci riesce ad impedire altri impegni importanti: la campana suona, e molto, nella Settimana Santa per toglierci ogni scusa e tenere vigile la nostra coscienza. È capace di toglierci la scusa più comoda: non me ne sono ricordato. No. Il campanile, con la sua voce, ci obbliga a ricordare: per chi suona la campana? Suona per me. È il Padre che con uno strumento umile mi chiama e mi vuole presente in quei giorni che ricordano il sacrificio di suo Figlio anche per me. Con la mia risposta alla voce del campanile, esprimo anche la mia risposta alla voce della Pasqua: ogni anno ci viene offerta l'occasione per fermarci e riflettere, insieme, tutta la comunità. La strada della salvezza non è una strada facile, deve essere percorsa insieme, comunitariamente. Anche il malato che non può muoversi dal suo letto è presente con il suo dolore e la sua sofferenza: anche per il malato la Pasqua è particolare occasione di incontro con la comunità, attraverso i sacramenti che riceve.

Lasciamoci toccare da questo suono che ci chiama, lasciamoci trasportare dalla coscienza che è voce di Cristo che ci chiede di essere con Lui in quei momenti così importanti. Allora sapremo veramente essere Comunità che sente e vive la Parola e il richiamo di Dio.

In quei giorni le campane suoneranno per ricordarci tutto ciò. Il campanile tacerà solo il Venerdì Santo per gridare con il suo silenzio il dolore della morte di Cristo, ma subito si scatenerà suonando a festa per annunciarci che è risorto.

E noi dovremo esserci! Buona pasqua!

Il vostro parroco


LA SANTA SINDONE

di Gabriella

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Il famoso lenzuolo di lino nel quale fu avvolto, secondo la tradizione, il corpo di Gesù Cristo, scampato per l’ennesima volta all’incendio (3^ in ordine di tempo) scoppiato nel Duomo di Torino, la notte tra l’11 e il 12 di aprile dell’anno scorso, sta per subire una nuova ostensione pubblica, prevista per la prossima primavera.
Fiumi di parole e di inchiostro sono stati spesi per questo misterioso lenzuolo.
Ricerche storiche, archeologiche e scientifiche sono state operate su questo telo conosciuto in tutto il mondo.
Quando ad esempio fra amici, conoscenti od anche soltanto fra gruppetti di gente, pressoché sconosciuta il discorso, per motivi diversi, va a posarsi sulla "Sindone" (essendo tra l’altro, argomento di attualità), ecco che ognuno di questi soggetti si sente in dovere di dire la sua; c’è chi ritiene sia un falso, un contraffatto, chi invece sostiene al contrario la sua autenticità.
Comunque vadano a finire le discussioni, è già un fatto positivo che esso faccia parlare di se così tanto ed è corretto a mio giudizio che ognuno esprima la propria opinione, giusta o opinabile essa sia, opinioni che molto spesso non combaciano affatto anzi sovente si disgiungono.
Differenti e rinomati laboratori si sono cimentati con il celebre metodo C.14, carbonio radioattivo che consente di datare i reperti conoscendo quanta radioattività ogni anno va persa, addivenendo a conclusioni difformi; apparentemente pare risalire il X1V secolo.
Un famoso scienziato russo, grande esperto di radiodatazione dei tessuti, partendo dalla considerazione che a soli 300 gradi di temperatura c’è scambio isotopico fra materiali adiacenti e poichè la Sindone nel 1552 scampò all’incendio della cappella di Chambery, riportando soltanto qualche ustione nella cassa d’argento che la conteneva, egli sostiene che in quell’occasione avvenne una specie di cocktail, le molecole del lino si mescolarono con altre di argento, stagno, legna e seta, un bagno termico che aumentò la quantità di radio-carbonio, "ringiovanendo" l’età del telo e quindi potrebbe a suo giudizio aver generato errore nella datazione.
Ultima in ordine di tempo è la scoperta delle scritte con caratteri greco-latini delle due parole "Gesù" (sotto il mento) e "Nazzareno" su un lato verticale.
E’ notizia recente che il Cardinale Saldarini al termine della fase dell’ostensione prevista in aprile abbia autorizzato ulteriori indagini al fine di fare piena luce sulle origini, viste le rivelazioni precedenti, giudicate da alcuni esperti non attendibili.
Si è già detto e scritto tanto ma, nonostante tutto, esso pare conservare un alone invalicabile di mistero, che crea comunque nell’animo cristiano un senso di ritegno e grande devozione.
Questo straordinario documento archeologico è accettato così come sia dai credenti che da buona parte di coloro che credenti non lo sono.
Andarlo a scrutare da vicino ora che se ne presenta l’occasione non farà che arricchire la nostra fede, placare forse la nostra immaginazione e rendere più grande l’affezione.
Partendo dal presupposto che esso sia scampato pressoché indenne a ben 3 incendi è già di per se un qualcosa di divino, di soprannaturale.
L’uomo è abituato a scervellarsi, volere a tutti i costi trovare una ragione tangibile ad ogni fatto, ogni episodio ogni evento; sembra non voler accettare che vi possono essere misteri, zone d’ombra, tutto deve apparire chiaro e lampante per cui ostinatamente continua ad indagare.
A noi credenti è stato insegnato che non tutto è facilmente spiegabile, tangibile, toccabile, ma non per questo è meno importante e vero; per noi è il lenzuolo che avvolse il povero corpo martoriato del nostro Salvatore e sfidiamo chiunque a dimostrare il contrario.
Se qualche dubbio può sorgere in proposito al costante martellare dei mass-media, la fede ci aiuta a superare.


ATTIVITA' GRUPPO GIOVANI

In vista del concerto "IMAGINE" svoltosi al salone parrocchiale di Valdellatorre il 31/01/98, il Coro Giovani di Brione si è riunito fin dai primi di ottobre ogni mercoledì sera al fine di prepararsi per questo sentito evento.
Grazie al costante impegno ed agli strilli di Giuliano Pellerino, lo spettacolo ha dato ottimi risultati.
A partire dal principio di Gennaio le prove si sono intensificate ed il "Coro Giovani" ha dovuto sudare sette camicie.
Durante le prove non eravamo soddisfatti del nostro operato, ma nonostante la paura e l’insicurezza il concerto ci ha dato enormi soddisfazioni e si è svolto nel migliore dei modi.
Al termine dello spettacolo, Giuliano ha annunciato a noi tutti il futuro svolgimento di un recital provocando stupore ed entusiasmo da parte nostra.
Sono così ricominciate le fatiche e siamo pronti a dare del nostro meglio per un nuovo successo.
I componenti del Coro Giovani di Brione sono: Andrea, Davide, Fabio, Diego, Andrea, Mara, Francesca, Susanna, Manuela, Marta, Elisabetta, Sara P., Sara C., Sabrina, Elena.


DOVE DUE O TRE SONO RIUNITI NEL MIO NOME ...

di Clara

Come sappiamo, il mese di maggio è dedicato a Maria. madre di Gesù. Per poter viverlo pienamente anche dal punto di vista spirituale, la nostra parrocchia ha in programma la recita del S. Rosario nelle sette borgate del paese.
Nel corso di questo mese, nelle sere di Mercoledì e Domenica si potrà quindi partecipare a questa iniziativa di preghiera comunitaria.
il Rosario verrà recitato al centro o, dove esiste, al pilone della borgata; in caso di cattivo tempo, così come lo scorso anno, ... si confida nella generosità di qualche famiglia, che gentilmente mette a disposizione un locale della sua casa.
Le borgate sono le seguenti: Cascina delle Monache, Grange di Brione, Trucco, Buffa, Brione, Ranota e Pragranero. Alla fine di maggio, a conclusione degli incontri, si prevede il Rosario presso la Cappella della Sacra Famiglia di Moncalvo.
E’ un bel modo di pregare insieme, è un’altra occasione per essere Chiesa che si rivolge a Dio, non solo durante la S. Messa.
Le date dei Rosari verranno comunicate durante le S. Messe ed indicate in volantini affissi di volta in volta nelle borgate.
Dopo Pasqua, inoltre, Don Claudio ed il diacono Lucio inizieranno la benedizione delle famiglie. A Brione, da aprile a settembre, verranno visitate tutte le case
Anche per questo, gli orari e le date saranno comunicati durante le Funzioni.


CARNEVALE 1998

di Liliana

Anche quest'anno per festeggiare il Carnevale i bambini sono stati invitati dalla Biblioteca Comunale al Salone Parrocchiale dove due simpatici clown, i Mana Manà, li hanno intrattenuti con giochi e scherzi.
I bambini, tutti con allegri e coloratissimi costumi, hanno partecipato allo spettacolo con entusiasmo, facendo a gara per salire sul palco con i clown, che li hanno coinvolti nei loro giochi, sostenuti dal pubblico attentissimo e divertito.
Alla fine, tra coriandoli e stelle filanti, la merenda con tante bugie e i buonissimi dolci portrati dalle mamme, che con il loro aiuto collaborano sempre alla buona riuscita di questa festa.


CRONACA CONCERTO

di Elena e Giulia

Sabato 31 gennaio 1998 si è svolto al salone parrocchiale di Valdellatorre il concerto canoro animato dal coro S. Rita di Torino e dal "Gruppo Giovani" di Brione.
Non poteva mancare in uno spettacolo organizzato da un gruppo parrocchiale uno scopo umanitario, infatti le offerte raccolte durante l’intervallo sono state devolute in beneficenza; parte ai bambini di Loreto e parte alle suore della Consolata.
Gli ospiti hanno presentato per primi le loro dieci canzoni. La bravura di questo coro numeroso, dovuta ad anni di duro lavoro, ha attirato l’entusiasmo del pubblico che ha manifestato il suo gradimento con applausi consistenti.
Pur essendo 1/3 del coro precedente, il Gruppo Giovani ha esibito i suoi pezzi con classe... con la musica dal vivo, tutta un’altra cosa! !
Come in ogni spettacolo che si rispetti non sono mancati gli imprevisti: un sovraccarico di corrente ha fatto scattare l’automatico durante l’esibizione di due brani. Il coro di S. Rita ha portato a termine come se niente fosse il pezzo mentre il Coro Giovani ha approfittato dell’immensa bravura dei musicisti ed in particolare di NICOLA (batterista) che ha saputo tenere perfettamente il tempo.
Magnifici anche PIERPAOLO (chitarra elettrica), ALBERTO (tastiera), SAURO (basso) e DARIO (chitarra acustica) che hanno invitato il pubblico ad accompagnarci battendo le mani.
Grande successo ha avuto il pezzo conclusivo effettuato dai due cori (che problema riuscire a non cadere dal "palco"), è stato ripetuto ben 3 VOLTE!!!
Prima il dovere e poi il piacere? Se piacere vuol dire ripulire il teatro, beh... fate un po’ voi. Tra amici però il lavoro è sempre un gioco e dopo non sono mancati i festeggiamenti.
Che dire ancora... CI RIVEDIAMO A GIUGNO!!!


CONSIGLIO PASTORALE DI S. DONATO

Il nuovo Consiglio Pastorale Parrocchiale, eletto il 23 novembre scorso, nel corso dei due primi incontri -tenutisi rispettivamente in data 4 dicembre 1997 e 29 gennaio c.a.- ha intrapreso lo svolgimento di taluni dei compiti affidatigli al momento della sua formazione.
Più precisamente nel corso della prima seduta, si è sottolineato che il C.P.P. deve incontrarsi soprattutto per costruire la Comunità, in quanto tale finalità non è perseguibile esclusivamente con il lavoro del parroco ma con il contributo di tutti i parrocchiani che hanno come portavoce le persone da loro elette per costituire il Consiglio.
Ordine del giorno del secondo incontro prevedeva, in primo luogo, con riferimento al tema dell'evangelizzazione e della catechesi, l'avvio della "Catechesi per adulti". Una serie di incontri serali -aventi luogo ogni mercoledì sera, alle ore 21.00 presso il salone parrocchiale, a partire dal giorno 4 Marzo e fino al 1° Aprile - tenuti dal nostro parroco e riguardanti "La vita dei patriarchi: Abramo, Isacco, Giacobbe, Giuseppe e Mosè".
In secondo luogo, in vista della realizzazione di opere finalizzate a rispondere alle esigenze della parrocchia, è stato elaborato un "programma a breve termine" per la raccolta di fondi necessari ad ultimare i lavori di restauro della nostra chiesa.
Non sono state trascurate, naturalmente, talune necessità espresse dai parrocchiani e si è organizzata, quantomeno sotto il profilo generale, la visita alla "Sacra Sindone" prevista per il 2 giugno e della quale saranno forniti maggiori dettagli e chiarimenti nel corso dei vari appuntamenti parrocchiali nonché in articoli specifici sul tema.
Nel corso dell'incontro del 29 gennaio sono state inoltre stabilite le date in cui celebrare "Le prime Comunioni" e "La Cresima" optando, con riferimento alle prime, per il giorno 17 Maggio p.v. e, riguardo alla seconda, per il 31 Maggio p.v. Il mese di Maggio sarà inoltre ulteriormente allietato, il giorno 3, dai festeggiamenti -in concomitanza con la giornata dedicata alle vocazioni- per la decennale I° Messa di Don Claudio
Il neo eletto consiglio, benché presenti componenti alquanto eterogenee, ha iniziato i suoi lavori in un clima di grande serenità, cordialità e spontaneità. Un ambiente che può definirsi, senza eccessi di elogi, familiare, nel quale i nuovi arrivati, pur digiuni di una simile esperienza, non si sono sentiti a disagio o estranei ma, al contrario, sono stati inseriti immediatamente in un gruppo affiatato che si auspica - pur nel suo piccolo - si poter contribuire a soddisfare le esigenze della comunità valtorrese.


LAVORI STRAORDINARI?

Dal rendiconto finanziario del 1997 della Parrocchia S. Donato non passano di certo inosservate le voci: "raccolte per lavori eseguiti per la chiesa" e "pagamenti effettuati ai diversi fornitori". Nonostante il bilancio economico presenti un passivo di lire 21..................... non vuol dire che la Parrocchia abbia un debito così piccolo, infatti gran parte dei lavori di rifacimento del tetto sono finiti nell’esercizio del 1998. A oggi il debito si aggira intorno ai 100.000.000 (ne abbiamo già pagati 130.000.000). La differenza che ancora rimane per estinguere l’intero costo del rifacimento del tetto non è un problema che riguarda solo il parroco, ma tutta la comunità parrocchiale, cioè tutti noi.
Non aggiungiamo altro, anche perché non crediamo occorrano fiumi di parole per sensibilizzare le coscienze dei parrocchiani che, già in altre occasioni, hanno dimostrato la loro generosità.
Facciamo fronte, uniti, alle necessità della parrocchia.
Gli anziani con molta saggezza dicevano: Quando va la parrocchia, tutto va!
Confidiamo nella vostra attenzione.


PELLEGRINAGGIO

di don Claudio

Quante cose sempre da fare, arrivando poi l’estate i lavori raddoppiano e così il tempo corre veloce. Ci si saluta di sfuggita per non perdere tempo. Anche il Signore deve accontentarsi di qualche momento. Se non piove c’è da bagnare i giardini, se piove c’è da tagliare l’erba. Insomma c’è sempre tutto e troppo da fare. Contro questa schiavitù come comunità parrocchiale vogliamo regalare e regalarci una giornata di tempo. Per stare tra noi, per stare con il Signore. Per vivere come un tempo il pellegrinaggio ad un Santuario dove si uniscono la preghiera e lo stare insieme in armonia. La proposta è quella di cogliere l’occasione della gita del C.A.I. ad Oropa per conciliare proprio questi due aspetti importanti. Il viaggio in pullman, il pranzo insieme al sacco o al ristorante, la passeggiata o il gioco nel pomeriggio possono essere momenti per vivere la parte di amicizia e riscoprire la bellezza di stare insieme e sentirsi uniti anche in un paese sparso come il nostro. La S. Messa e l’eventuale accoglienza e presentazione di qualche responsabile del Santuario ci aiuteranno a sentire il Signore presente in una giornata comunitaria di festa. Questi sono i motivi che mi hanno spinto a pensare questa iniziativa. Attenti ai cartelli di pubblicità che troverete nelle bacheche e nelle vetrine. Vi troverete sopra le indicazioni su come fare a iscrivervi alla bellissima gita - pellegrinaggio del 21 Giugno al Santuario di Oropa. Vi aspetto numerosi e non vi pentirete.


UNA GIORNATA INDIMENTICABILE

di Daniela

Chi, alle 7,30 di domenica 1° Febbraio era già sveglio, ha potuto vedere la lunga "carovana" di pullman (ben 4) partire dal piazzale degli Alpini. Subito si sarà chiesto il perché di questa emigrazione di 200 persone.
Nulla di preoccupante, erano sciatori, provetti – sciatori, bambini, genitori e ragazzi che volevano divertirsi per un giorno sulla neve di Aussois in Francia.
La gita, organizzata in collaborazione tra alcuni soci del C.A.I. e Don Claudio si può dire che ha avuto buon esito.
Il sole ha fatto da padrone per tutto il giorno ed è stato molto divertente vedere i più bravi cimentarsi sulle piste di discesa e i bambini più piccoli sui bob (compreso anche qualche adulto).
Al pomeriggio, poi, vicino all’Hotel Fleurs et Neige, dove alcuni di noi hanno pranzato, hanno preso forma 3 pupazzi di neve dei quali 2 simili al nostro Emilio Rossato, che per l’occasione ha fatto il modello e non il cuoco come al solito.
Prima del ritorno ci siamo riscaldati con l’ottima cioccolata calda servita sui pullman ed i bambini hanno ricevuto sacchetti di caramelle.
Un grazie, quindi, a tutti: organizzatori, capi – pullman, autisti, maestri di sci per l’impegno ed ai partecipanti per essere stati numerosi.